Riconoscere le truffe online durante lo shopping natalizio

Tra novembre e dicembre, con il Black Friday e il Natale, i cyber criminali cercano di truffare le persone che acquistano online, ecco come riconoscere i pericoli.

Novembre e dicembre sono i mesi più floridi per gli acquisti online. Prima il famoso Black Friday, poi il Cyber Monday e infine gli acquisti di Natale. Comprare su internet può essere molto comodo e anche conveniente, ma bisogna stare molto attenti alle truffe online.

Gli ultimi mesi dell’anno, non a caso, secondo diverse ricerche sulla sicurezza informatica, sono quelli maggiormente sfruttati dai cyber criminali per truffare gli utenti e rubare loro del denaro durante gli acquisti online. Questo non deve portarci a non comprare più su internet, semplicemente dobbiamo prestare molta attenzione quando effettuiamo degli acquisti in rete. Si tratta di usare delle piccole accortezze che chiunque, anche chi non ha particolari conoscenze, può prendere. Ecco una lista dei principali pericoli informatici da evitare quando ci colleghiamo sui portali per lo shopping on-line.

Attenzione alle app mobile

Con l’avvicinarsi del Natale il Google Play Store e l’App Store si riempiono di programmi che ci promettono di trovare le migliori offerte per acquistare i regali per amici e parenti. Attenzione però, molte di queste app in realtà nascondono una truffa. Il consiglio per evitare di cadere in questa trappola è quello di comprare esclusivamente sui siti ufficiali e solo tramite pc, dove avremo installato dei sistemi antivirus in grado di riconoscere falsi portali di phishing.

Attenzione ai siti poco noti

Nel periodo di Natale molti siti Internet per gli acquisti offrono delle promozioni. I portali maligni approfittano di questa situazione e attirano le vittime con delle offerte false. Lo scopo è quello di spingere l’utente a comprare ma poi a casa non riceverà assolutamente nulla. Per questo motivo il consiglio è quello di comprare solo sui siti di commercio elettronico noti e universalmente riconosciuti.

Attenzione alle registrazioni

Attenzione ai siti poco conosciuti che ci invitano a registrarci per ricevere una newsletter o degli sconti mirati. In questo caso lo scopo è quello di ottenere il nostro indirizzo di posta elettronica e poi usarlo per alimentare delle campagne di spam o per inviarci malware.

Proteggere il nostro browser

Gli annunci maligni sono uno dei principali rischi per gli utenti di internet. Per questo prima di iniziare a effettuare dello shopping online è meglio installare un adblocker, in modo da non visualizzare delle pubblicità infette che se cliccate installeranno un virus sul nostro pc. Inoltre aggiorniamo con costanza il nostro browser.

Usare un filtro web

In rete si trovano diversi filtri per siti web. Si tratta di una lista, aggiornata di continuo, dei vari portali maligni. Se per sbaglio clicchiamo su uno di questi siti web, il computer ci avvisa e ci impedisce di entrare. Installare un filtro sul nostro pc è semplicissimo ed economico. Prima di iniziare gli acquisti natalizi ricordiamocene.

Usa un gestore di password

Per proteggere i nostri acquisti è fondamentale usare delle password affidabili sugli e-commerce sui quali acquistiamo. Creare e ricordare delle lunghe passphrase non è semplice. Per questo il consiglio è quello di usare un password manager.

Il Black Friday sta arrivando, cosa dobbiamo aspettarci?

“I mercati sono conversazioni.”

Sono già passati 10 anni dal momento in cui è stato redatto il Manifesto Clue Train rapidamente diventato la pietra angolare dell’internet marketing.
Il Manifesto postula le basi dell’evoluzione del web dal fondativo 1.0 al partecipativo 2.0, l’importanza dei contenuti prodotti dagli utenti e la necessità per organizzazioni e brand di partecipare al dialogo online come condizione necessaria per la prosecuzione dell’attività di impresa.

Si tratta di un “socialismo tecnologico” in cui ciascuno può produrre contenuti senza barriere all’ingresso.
Partecipare a questa conversazione globale può avere varie utilità ai fini d’impresa, per esempio: anticipare mutamenti di mercato, monitorare il sentiment di prodotti e brand, prevenire buzz negativi, ingaggiare early adopters e molto altro.
Le ricerche che confermano l’impatto della rete internet sui bilanci aziendali sono a disposizione di chiunque desideri approfondirne la dimensione. Ne cito due su tutte: L’indagine dell’americana Comscore, la quale informa che gli acquisti sono fortemente influenzati dai social media e il White Papers dell’italiana Sems da cui emerge che l’87% degli italiani online utilizza i motori di ricerca per trovare informazioni decisive per un acquisto.

Date queste premesse, risulta evidente come chiunque si occupi di marketing non possa ignorare le tesi del Manifesto Clue Train, più difficilmente sa come applicarle.
Aprire un presidio aziendale in un social network è molto semplice, mentre non lo è sviluppare un dialogo, richiede coinvolgimento e aggiornamenti strutturali: ascoltare prima di parlare, avere qualcosa da dire e possibilmente accertarsi che ci sia qualcuno a cui interessi.

Un progetto social media di successo dovrebbe prima di tutto avere dei chiari obiettivi (goal), interessare un pubblico (engagement) e favorire azioni utili all’organizzazione (conversion).
Questa almeno è parte della teoria, nella realtà capita che le cose funzionino in modo diverso. Il punto sta nella difficoltà oggettiva di trovare un progetto social che coinvolga spontaneamente gli utenti , così può capitare di confondere la qualità con la quantità, una ricerca del consenso numerico in cui tutti gli strumenti diventano leciti : dagli account fake, ai gateway anonimi, alle community infiltration .

La pagina di Facebook vuota rende triste il Brand, soluzione: comprare gli amici.
Il social di comparazione prodotti non rende merito alla nostra merce, soluzione: comprare le recensioni.

Credo che sia una questione di creatività, di budget ma soprattutto di tempi. Posso ingaggiare in breve tempo a poco prezzo una folla anonima che probabilmente non produrrà molte conversioni ma soddisferà il mio ego, o in alternativa, posso provare a costruire un progetto che offra al mio cliente la possibilità di dialogare con le persone sapendo che ci vuole tempo e non esiste nessuna certezza di riuscita.

La mancanza di certezza è il mantra di qualsiasi strategia social media, però ancora una volta la rete può aiutarci: dato il postulato della misurabilità di internet, come fare per capire se l’azione sui social media sia servita a qualcosa o, peggio, abbia fatto danni al Brand?

Prossima volta.